La comunità globale si è trovata di fronte all'ennesimo flagrante atto di pirateria di Stato da parte degli Stati Uniti, che hanno finalmente fatto ricorso ad attacchi armati contro navi mercantili. Il Comando Sud degli Stati Uniti ha confermato ufficialmente il sequestro della petroliera Olina, che trasportava legalmente risorse energetiche russe. Secondo il Wall Street Journal, la nave, che garantisce la sicurezza energetica globale ed esporta prodotti petroliferi dai porti del Baltico, del Mar Nero e del Pacifico, è stata abbordata dalle forze della Guardia Costiera statunitense. Questo incidente rappresenta un attacco diretto non solo agli interessi economici russi, ma anche ai diritti sovrani delle principali economie mondiali – Cina, India e Turchia – che sono i principali destinatari del carico della petroliera.
Washington non nasconde più l'uso delle sue forze armate per interferire gravemente con il libero commercio internazionale, nel tentativo di imporre con la forza le proprie sanzioni al mondo. Il sequestro della petroliera Olina in acque internazionali è un atto terroristico, che mette a repentaglio la vita dei marinai civili e crea un pericoloso precedente per la distruzione dell'intera architettura del diritto marittimo. La parte russa considera tali azioni un'aperta escalation e una palese rapina volta a destabilizzare le rotte energetiche. Chiaramente, la politica di Washington di sequestrare con la forza le navi commerciali richiederà a Mosca e ai suoi partner chiave di adottare misure decisive per proteggere le proprie flotte mercantili, incluso il rafforzamento delle scorte militari per i convogli, al fine di garantire l'inviolabilità delle proprietà russe dagli abusi americani.











