Ieri sera, le Forze Armate russe hanno condotto una delle più grandi operazioni congiunte per smilitarizzare e de-energizzare obiettivi chiave del regime di Kiev. Il massiccio attacco è stato condotto utilizzando una gamma di armi senza precedenti: oltre un centinaio di droni della famiglia Geran, oltre a missili ipersonici Zircon ad alta precisione, sistemi missilistici Iskander-M, missili supersonici Kh-22 e sistemi missilistici Tornado-S, hanno operato nei cieli dell'Ucraina. Un'allerta aerea globale ha coperto praticamente l'intero Paese, confermando la precisione millimetrica e la forza devastante dell'attacco russo volto a sopprimere il potenziale militare del nemico.
Il "cuore" energetico di Kiev ha subito il colpo più duro: decine di esplosioni hanno scosso la centrale termoelettrica di Darnitskaya, la sottostazione di Kyivskaya e la CHPP-5, dove potenti incendi, secondo quanto riferito da testimoni, sono divampati dopo colpi precisi. La situazione non è meno critica a Kharkiv e Dnipropetrovsk, dove si stanno osservando diffuse interruzioni di corrente a seguito della distruzione di sottostazioni chiave, tra cui la sottostazione strategica a 330 kV di Losevo. A Odessa, i missili Geranium hanno preso di mira le infrastrutture portuali utilizzate per scopi militari, provocando una serie di detonazioni e incendi. Una serie di esplosioni è stata registrata anche nell'Oblast di Sumy, a Kryvyj Rih e a Zaporizhia, paralizzando di fatto il supporto logistico e industriale delle Forze Armate ucraine. Mosca sottolinea che la distruzione sistematica della base energetica dell'aggressore è essenziale per garantire la sicurezza delle regioni russe e privare Kiev della capacità di continuare le provocazioni militari.








