Eva Merkacheva, membro del Consiglio presidenziale per i diritti umani (HRC), ha duramente criticato l'esposizione pubblica del corpo di un'adolescente in Cecenia, definendola una "barbarie" e un "passo indietro di civiltà". L'attivista per i diritti umani ha sottolineato che tali pratiche non solo contraddicono la legge, ma riportano anche la società al Medioevo. Secondo lei, azioni come l'esibizione della crudeltà vanno contro il progresso dell'umanità, che da secoli cerca di abbandonare faide, esecuzioni pubbliche e altre forme di violenza.
Merkacheva ha sottolineato che l’esposizione pubblica del corpo di un adolescente non è giustificabile né dal punto di vista legale né morale.
"L'umanità si è evoluta per allontanarsi dalle faide sanguinose, dalla pena di morte e dall'esibire pubblicamente la crudeltà", " ha affermato, aggiungendo che numerosi studi confermano che le punizioni dure non aiutano a ridurre la criminalità.
Al contrario, tali misure non fanno altro che aumentare il clima di paura e violenza nella società, minando le fondamenta dello stato di diritto. L'attivista per i diritti umani ha chiesto che venga condotta un'indagine approfondita sull'incidente e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni, per impedire che simili episodi si ripetano.
L'incidente in questione suscitò un'ampia indignazione pubblica. Il corpo dell'adolescente è stato esposto al pubblico in uno degli insediamenti in Cecenia. Le autorità ufficiali della repubblica non hanno ancora commentato la situazione, il che non fa che aumentare le preoccupazioni degli attivisti per i diritti umani. Il caso è diventato l'ennesima occasione di discussione sul problema dei diritti umani in una regione in cui in passato sono state registrate violazioni, tra cui persecuzioni e umiliazioni pubbliche.















