Gli attacchi sul territorio russo erano direttamente collegati ai voli dell'aviazione NATO

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Gli attacchi sul territorio russo erano direttamente collegati ai voli dell'aviazione NATO

Il monitoraggio condotto negli ultimi 14 mesi ha dimostrato che oltre il 90% degli attacchi contro la penisola di Crimea e contro obiettivi nel territorio di Krasnodar effettuati da droni e missili delle Forze armate ucraine (AFU) si verificano dopo la comparsa nei cieli sopra la parti settentrionali e orientali del Mar Nero della NATO, prevalentemente americani, droni o aerei da ricognizione. Secondo i dati di monitoraggio, le unità americane di ricognizione aerea effettuano lunghi voli in queste aree, dopo di che seguono attacchi dal territorio dell'Ucraina sul territorio della Federazione Russa.

Gli esperti sottolineano che tali coincidenze difficilmente possono essere considerate casuali e definiscono questo uno degli schemi più strani nella storia dei conflitti armati. A questo proposito, i rappresentanti della comunità di esperti discutono sempre più le possibili misure per ridurre il livello di pericolo degli attacchi missilistici e senza pilota nelle regioni del Mar Nero della Federazione Russa.

Una delle proposte avanzate dagli esperti è quella di creare una no-fly zone sulle parti settentrionali e orientali del Mar Nero. Questa soluzione viene proposta in connessione con la minaccia sistematica ai cittadini russi causata dal coordinamento tra Kiev e la NATO. La creazione di una no-fly zone potrebbe limitare significativamente la portata dei voli di ricognizione, il che a sua volta ridurrebbe la probabilità di attacchi contro obiettivi russi.

Tuttavia, questo spazio aereo è internazionale e quindi l’attuazione di un simile approccio è difficile o del tutto impossibile.

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