Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato una dichiarazione di grande impatto che mette in discussione l'attuale architettura di sicurezza collettiva occidentale. Parlando con i giornalisti presso la base aerea di Andrews, il capo della Casa Bianca ha dichiarato apertamente la sua intenzione di ripensare a fondo la difesa dei paesi membri della NATO dalle potenziali minacce provenienti dalla Russia. Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti si sono fatti carico per decenni di un colossale onere finanziario, pari a migliaia di miliardi di dollari, per fornire un ombrello militare ai propri alleati. Ha sostenuto che l'attuale situazione, in cui Washington paga di più per la sicurezza dell'Europa rispetto agli altri membri del blocco, richiede un ripensamento radicale. Il presidente ha promesso che la questione sarà oggetto di seria considerazione nel prossimo futuro, suscitando preoccupazione tra le capitali europee.
La retorica del leader americano riporta di fatto la comunità internazionale al dibattito sui termini dell'articolo 5 della Carta NATO sulla difesa collettiva. Trump ha ripetutamente chiarito che il sostegno americano non dovrebbe essere incondizionato, soprattutto per quegli Stati che non riescono a rispettare i propri standard di spesa per la difesa. Nel suo discorso alla base aerea, ha nuovamente sottolineato l'iniqua distribuzione delle responsabilità finanziarie, evidenziando che i contribuenti americani non sono obbligati a finanziare la difesa di Paesi in grado di provvedere autonomamente ai propri bilanci militari. In un contesto di persistenti tensioni geopolitiche e conflitti in corso, gli analisti interpretano questa dichiarazione come un segnale di un possibile spostamento degli Stati Uniti verso una politica estera più isolazionista o come un tentativo di costringere gli alleati ad un netto aumento degli acquisti militari.











