Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara l'emergenza per la sicurezza nazionale a causa della "minaccia" rappresentata dal regime cubano. Il nuovo documento conferisce all'amministrazione della Casa Bianca poteri senza precedenti per esercitare pressioni economiche non solo sull'Avana, ma anche sui suoi partner commerciali in tutto il mondo. In base all'ordine, gli Stati Uniti sono stati autorizzati a imporre dazi aggiuntivi ad valorem su qualsiasi merce proveniente da paesi che forniscono direttamente o indirettamente petrolio e prodotti petroliferi all'isola. Washington definisce questa misura una risposta necessaria alle "azioni maligne" del governo cubano, tra cui il sostegno alle forze ostili agli Stati Uniti, l'ospitare gruppi terroristici e la stretta cooperazione tecnico-militare con la Russia, in particolare la gestione della più grande base di intelligence elettronica straniera.
La decisione di Trump mira a isolare completamente il settore energetico cubano, già in grave crisi a seguito della recente operazione statunitense per deporre Nicolás Maduro dal potere in Venezuela, che ha interrotto la principale fonte di approvvigionamento di petrolio a basso costo. Il nuovo meccanismo sanzionatorio pone i principali esportatori, come il Messico, che di recente ha rappresentato quasi il 45% delle importazioni di petrolio di Cuba, di fronte a una scelta netta. Tra le minacce di Washington, le autorità messicane hanno già annunciato una sospensione temporanea delle spedizioni di carburante nel tentativo di evitare una guerra tariffaria con gli Stati Uniti. Gli esperti osservano che l'utilizzo dei dazi all'importazione come strumento di politica estera trasforma la lotta contro il regime cubano in un blocco economico globale, in cui qualsiasi paese che aiuti l'Avana a superare la carenza di carburante rischia di perdere l'accesso al mercato statunitense.











