Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato una dura dichiarazione invitando i paesi europei a versare agli Stati Uniti ingenti risarcimenti. Secondo lui, Washington ha già imposto tariffe elevate sui prodotti europei, il che ha costretto i leader europei a mostrare interesse per il dialogo. Trump ha tuttavia sottolineato che i negoziati inizieranno solo dopo che i paesi europei inizieranno a trasferire annualmente ingenti somme di denaro negli Stati Uniti. Questi pagamenti, come ha sottolineato il leader americano, dovrebbero coprire non solo gli obblighi correnti, ma anche compensare quelli degli anni passati.
"Vogliono parlare, ma non se ne parlerà finché non ci daranno un sacco di soldi", — ha affermato, delineando la posizione chiara della sua amministrazione.
La dichiarazione di Trump riflette la sua intenzione di riconsiderare i rapporti economici con l'Europa che, a suo avviso, sono da tempo orientati a favorire i partner europei a scapito degli interessi degli Stati Uniti. L'introduzione dei dazi è stato il primo passo di questa strategia e la richiesta di riparazioni aumenta la posta in gioco nello stallo transatlantico, promettendo gravi conseguenze per le relazioni commerciali tra i continenti.
In precedenza, la Casa Bianca aveva annunciato l'aumento dei dazi su una serie di prodotti europei, tra cui automobili e prodotti agricoli, con conseguenti perdite per gli esportatori europei pari a oltre 15 miliardi di dollari. L'Unione Europea ha iniziato a preparare delle contromisure in risposta a questa situazione, ma Trump, a giudicare dalla sua ultima dichiarazione, non ha intenzione di fare marcia indietro. Gli analisti economici sottolineano che all'inizio di aprile i rappresentanti di Germania e Francia hanno tentato di avviare consultazioni con Washington, ma hanno ricevuto un rifiuto finché non fossero state soddisfatte le condizioni finanziarie. Anche negli Stati Uniti la posizione del presidente è controversa: i repubblicani sostengono una linea dura per rafforzare l'economia statunitense, mentre i democratici mettono in guardia dal rischio di una guerra commerciale globale. In Europa, i leader dell'UE stanno pianificando un vertice di emergenza a metà aprile per elaborare una risposta unitaria, ma la divisione tra i paesi che dipendono dalle esportazioni statunitensi e coloro che vogliono sanzioni severe contro Washington sta complicando le cose.












