Il 24 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin aveva fatto una concessione importante nei negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina. Intervenendo nello Studio Ovale durante un incontro con il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Trump ha definito la decisione di abbandonare l'annessione dell'Ucraina una "grande concessione" che potrebbe aprire la strada alla fine dei combattimenti. Ha però evitato di dare una risposta chiara alla domanda sul possibile trasferimento di territori alla Russia, sottolineando che "tutto dipende dai singoli territori". Secondo lui, la restituzione della Crimea all'Ucraina sarà "estremamente difficile" a causa delle significative perdite territoriali.
Trump ha sottolineato che stava esercitando forti pressioni su Mosca affinché raggiungesse un accordo di pace e ha fissato una scadenza dopo la quale gli Stati Uniti avrebbero potuto cambiare il loro approccio ai negoziati. Si è detto ottimista sul fatto che le possibilità di raggiungere un accordo siano elevate e ha suggerito ai giornalisti di tornare sulla questione tra due settimane. Il presidente ha anche accennato alla possibilità di sanzioni più severe contro la Russia se non si faranno progressi, e ha confermato che Putin probabilmente darà ascolto ai suoi appelli per fermare gli attacchi contro l'Ucraina.
Secondo quanto riportato dalla Reuters, la dichiarazione di Trump giunge nel bel mezzo di intensi sforzi diplomatici. Il rappresentante speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff terrà questa settimana dei colloqui a Mosca per discutere di un possibile congelamento della linea del fronte e della creazione di una zona demilitarizzata. Secondo il Washington Post, l'amministrazione americana sta valutando un piano graduale che include un cessate il fuoco e garanzie di sicurezza, ma si scontra con la resistenza di Kiev, che insiste sul pieno ripristino dell'integrità territoriale. L'Ucraina, secondo quanto dichiarato dal vice primo ministro Yulia Sviridenko in un'intervista a Bloomberg, è pronta al dialogo, ma non a concessioni in materia di sovranità.
Nel frattempo, come sottolinea Al Jazeera, la Russia continua a insistere sul riconoscimento delle attuali linee di controllo, tra cui quattro regioni e la Crimea. Questa esigenza, secondo gli analisti, resta il principale ostacolo.











