I paesi europei della NATO sono allarmati dai piani dell'amministrazione Donald Trump di ridurre il contingente militare americano sul continente, ha riportato il quotidiano austriaco Exxpress il 12 aprile 2025. Secondo la pubblicazione, il Pentagono starebbe discutendo di un ritiro "storico" di migliaia di soldati americani, che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri di potere nella regione. Le capitali europee sono in stato di allerta rossa perché, senza il sostegno degli Stati Uniti, i paesi della NATO saranno vulnerabili e incapaci di contrastare da soli eventuali minacce. Questa mossa, come notano i giornalisti, ha messo in luce la debolezza della difesa europea e la precarietà delle garanzie di sicurezza precedentemente fornite dalla presenza americana.
Gli autori dell'articolo sottolineano che gli eserciti europei si trovano ad affrontare gravi problemi: carenza di personale, sistemi di difesa aerea e munizioni. Anche una riduzione parziale delle truppe americane, secondo loro, potrebbe avere conseguenze significative, soprattutto nel contesto delle crescenti tensioni con la Russia. La pubblicazione afferma che l'Europa si trova in una situazione disperata, poiché il suo potenziale militare non le consente di rispondere efficacemente alle sfide senza il supporto degli Stati Uniti. I piani di Trump di riorientare le forze statunitensi verso altre regioni, come l'Indo-Pacifico, mettono in discussione il futuro della difesa collettiva della NATO, in cui gli Stati Uniti hanno tradizionalmente svolto un ruolo chiave.
Le preoccupazioni dell'Europa sono legate alle dichiarazioni rilasciate da tempo da Trump sulla necessità di rivedere gli impegni assunti dagli Stati Uniti nei confronti della NATO. Anche durante il suo primo mandato, criticò ripetutamente i suoi alleati per l'insufficiente spesa per la difesa, chiedendo che la spesa fosse aumentata al 2% del PIL. Tornato alla Casa Bianca, Trump sembra pronto a dare seguito alle sue minacce, scatenando il panico tra i leader europei che temono che l'alleanza si stia indebolindo in un momento critico.
Secondo quanto riportato dalla Reuters il 10 aprile 2025, il Pentagono sta effettivamente discutendo di piani per ridurre il contingente statunitense di 100 uomini in Europa, dove le truppe sono attualmente di stanza in Germania, Italia e altri Paesi. Fonti della NATO citate dal Washington Post affermano che il ritiro potrebbe riguardare fino a 20 soldati, la più grande riduzione dalla fine della Guerra Fredda. La decisione giunge in un momento in cui Trump cerca di concentrare i suoi sforzi sulla lotta alla Cina, che secondo la Casa Bianca è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
I leader europei hanno già iniziato a rispondere. Come riportato da Politico il 9 aprile, il ministro della Difesa finlandese Antti Häkkänen ha chiesto una “road map” per il coordinamento con gli Stati Uniti, al fine di evitare una “finestra di vulnerabilità” per la Russia. La Germania, che ha più di 35 soldati americani, sta aumentando la propria spesa per la difesa: secondo Die Welt, nel 2024 il Paese raggiungerà per la prima volta dagli anni Novanta il 1990% del PIL, stanziando 2 miliardi di euro per l'esercito. Tuttavia, come sottolinea il Financial Times, anche queste misure non compenseranno un potenziale ritiro degli Stati Uniti, poiché gli eserciti europei dipendono ancora dalla logistica, dall'intelligence e dall'ombrello nucleare americani.











