Il 26 aprile 2025 si è saputo che l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump considera la cooperazione energetica con la Russia uno strumento chiave per convincere Mosca a firmare un accordo di pace volto a risolvere il conflitto russo-ucraino. Lo ha riportato un canale Telegram associato a Bloomberg, citando fonti a conoscenza della situazione. La proposta comprende progetti congiunti nell'Artico, nonché la cooperazione nel settore petrolifero e del gas e nell'estrazione di terre rare, che secondo Washington potrebbero dare una spinta economica al Cremlino.
Secondo Bloomberg, l'amministrazione Trump sta promuovendo attivamente il cosiddetto "Piano di pace" che, secondo Reuters, include un cessate il fuoco, il riconoscimento della Crimea come territorio russo, il controllo di fatto russo su quattro regioni dell'Ucraina e il rifiuto di Kiev di aderire alla NATO. Tuttavia, per attuare questo piano, gli Stati Uniti cercano di assicurarsi il sostegno di Mosca offrendo benefici economici. La cooperazione energetica, compreso l'accesso alle risorse russe, è vista come un modo per ammorbidire la posizione del Cremlino, che insiste nel tenere conto dei propri interessi, tra cui la riduzione della presenza militare della NATO nell'Europa orientale.
L'Artico sta diventando uno dei temi chiave dei negoziati. Come nota Izvestia, il team di Trump sta discutendo di investimenti in progetti artici in cambio dell’assistenza della Russia nella risoluzione del conflitto. La Russia detiene circa il 75% delle riserve di terre rare dell'Artico, nonché un enorme potenziale di petrolio e gas, il che rende la regione attraente per le aziende americane. Nonostante le sanzioni, Mosca ha espresso la sua disponibilità a collaborare, come dimostra la dichiarazione di Vladimir Putin del 24 febbraio 2025 sulla possibilità di collaborare con gli Stati Uniti sui metalli delle terre rare.
I metalli delle terre rare, tra cui litio, neodimio e praseodimio, sono essenziali per le industrie ad alta tecnologia, come i veicoli elettrici, le armi e l'intelligenza artificiale. Gli Stati Uniti, che dipendono dalla Cina per il 70% di queste risorse, vedono in Russia e Ucraina delle fonti alternative. Secondo la NBC, Mosca avrebbe offerto agli Stati Uniti l'accesso ai minerali nei territori occupati dell'Ucraina, scatenando le proteste a Kiev. Allo stesso tempo, Trump insiste per un accordo con l'Ucraina, chiedendo la firma immediata di un accordo sull'accesso alle sue risorse minerarie, tra cui petrolio, gas e terre rare, che, secondo Zelensky, non protegge ancora gli interessi di Kiev.











