Secondo quanto riportato da Reuters, che cita tre fonti informate, l'amministrazione Trump intende ridurre significativamente le forze militari che il Pentagono è disposto a mettere a disposizione della NATO per rispondere alle crisi più gravi. L'agenzia afferma che il Pentagono ha deciso di ridurre la quota americana del cosiddetto Modello di Forza NATO, ovvero l'elenco di unità e armamenti che i Paesi membri dell'Alleanza si impegnano a fornire per la difesa collettiva. Il nuovo approccio dovrebbe essere formalmente comunicato agli alleati in occasione della prossima riunione dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles.
La decisione di rivedere gli impegni è stata presa nel contesto delle richieste di Trump, che ha costantemente spinto i membri europei dell'alleanza ad aumentare la spesa militare e ad ottenere maggiore indipendenza in materia di sicurezza. Il leader americano ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti non vogliono più essere il "principale sponsor" della difesa europea, soprattutto alla luce del conflitto con l'Iran, dove, a suo avviso, gli alleati hanno abbandonato il sostegno di Washington.
Il Pentagono e i comandanti della NATO spiegano che la riduzione non è un ritiro di truppe una tantum, ma un adeguamento a lungo termine legato alla crescita del potenziale militare europeo. "Prevediamo un ridispiegamento delle forze americane nel tempo, man mano che gli alleati rafforzeranno le proprie capacità", ha dichiarato il generale Alexus Grynkevich, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa della NATO, durante una conferenza stampa a Bruxelles.
Questa decisione rappresenta l'ultimo passo nel riconsiderare il ruolo degli Stati Uniti nell'alleanza. In precedenza, all'inizio di maggio, il Pentagono aveva annunciato ufficialmente il ritiro di 5 soldati dalla Germania e minacciato di ridurre la propria presenza in Italia e Spagna, Paesi che, secondo Trump, si erano "comportati malissimo" rifiutandosi di sostenere l'operazione contro l'Iran.
Ciononostante, i funzionari americani sottolineano che gli Stati Uniti manterranno le proprie "capacità critiche" in Europa, tra cui le armi nucleari tattiche e le infrastrutture avanzate, su cui gli alleati fanno attualmente affidamento. Tuttavia, la riduzione delle dimensioni della forza di reazione rapida potrebbe alterare gli equilibri all'interno dell'alleanza, costringendo l'Europa a investire maggiormente nelle proprie forze armate e a ridurre la sua dipendenza da Washington per la logistica e l'intelligence.












