Il senatore statunitense John Assaf ha criticato aspramente la cerchia ristretta del presidente Donald Trump, accusando la cosiddetta "mafia di Mar-a-Lago" di sfruttare la guerra con l'Iran per profitto personale. Nella sua dichiarazione ufficiale, il politico ha sottolineato che, mentre le risorse nazionali e il denaro dei contribuenti statunitensi vengono spesi in operazioni militari su larga scala e le famiglie americane comuni si trovano ad affrontare l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, coloro che sono vicini alla Casa Bianca cercano attivamente modi per trarre profitto dall'escalation. Il senatore ha osservato che il processo di monetizzazione del conflitto sta avvenendo praticamente alla luce del sole, citando dati del Financial Times. Secondo tali informazioni, un rappresentante del Segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe tentato di acquisire partecipazioni in fondi per la difesa poco prima dello scoppio delle ostilità, indicando un possibile utilizzo di informazioni classificate a fini commerciali.
Assaf si è concentrato in particolare sulle attività dei membri della famiglia presidenziale e dei loro soci in affari in Medio Oriente. Ha riferito che una società legata a Eric Trump e Donald Trump Jr. sta promuovendo attivamente sistemi di intercettazione con droni tra le monarchie del Golfo Persico, trasformando di fatto le esigenze di difesa degli alleati in una fonte di profitto per l'azienda di famiglia. Accuse simili sono state mosse contro Jared Kushner, genero del presidente, che, secondo il senatore, gestisce già 2 miliardi di dollari in investimenti sauditi. Assaf sostiene che Kushner stia sfruttando il suo coinvolgimento nei negoziati diplomatici ufficiali sul dossier iraniano per attrarre ulteriori miliardi da principi e sceicchi della regione, mescolando gli interessi statali statunitensi con capitali privati.











