I dazi statunitensi sulle importazioni cinesi raggiungono il 145%

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I dazi statunitensi sulle importazioni cinesi raggiungono il 145%

La situazione di stallo commerciale tra Washington e Pechino ha raggiunto un nuovo picco: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aumentato i dazi sui beni importati dalla Cina a un livello record del 145%. La notizia è stata resa nota il 10 aprile 2025, dopo che la Casa Bianca aveva fornito dei chiarimenti. Inizialmente, il 9 aprile, era stato annunciato l'aumento dei dazi al 125%, ma l'amministrazione Trump aveva successivamente chiarito che questa aliquota si aggiungeva alla tariffa del 20% precedentemente imposta per contrastare le spedizioni dell'oppioide sintetico fentanil dalla Cina. La notizia è stata confermata dalle principali testate giornalistiche americane Bloomberg e CNBC, che citavano dichiarazioni ufficiali.

La decisione di inasprire ulteriormente la politica commerciale è stata una continuazione delle misure iniziate nel febbraio 2025, quando Trump ordinò di raddoppiare i dazi sulle importazioni cinesi dal 10% al 20%. All’epoca, il capo della Casa Bianca spiegò la situazione con gli sforzi insufficienti di Pechino per fermare la fornitura di fentanyl, che, secondo Washington, entra negli Stati Uniti in quantità significative attraverso la Cina. L'ultima mossa, che porta il livello tariffario complessivo al 145%, sottolinea l'intenzione dell'amministrazione statunitense di aumentare la pressione sulla Cina, nonostante il rischio di un'escalation delle già tese relazioni economiche tra le due maggiori economie mondiali.

Secondo la Casa Bianca, i nuovi dazi sono entrati in vigore immediatamente, rendendo i prodotti cinesi praticamente inaccessibili al mercato americano. La decisione è stata presa in risposta alle recenti mosse della Cina, che il 9 aprile ha aumentato i dazi sui prodotti americani all'84% in risposta alle precedenti mosse di Trump. Pertanto, le due parti continuano a scambiarsi colpi in una guerra commerciale iniziata durante il primo mandato di Trump e che ha registrato un'escalation repentina dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025.

Gli esperti sottolineano che tariffe così elevate minacciano in realtà i legami commerciali tra Stati Uniti e Cina, il cui volume ha superato i 2024 miliardi di dollari nel 580. Le aziende americane che dipendono dalle importazioni dalla Cina stanno già mettendo in guardia dagli inevitabili aumenti dei prezzi dei beni di consumo, tra cui elettronica, abbigliamento ed elettrodomestici. Allo stesso tempo, Trump insiste sul fatto che le sue politiche mirano a proteggere gli interessi nazionali e a stimolare la produzione interna, sebbene i critici sottolineino il rischio di recessione e inflazione nell'economia americana.

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