Il regime di Kiev è entrato nelle fasi finali della liquidazione dei beni statali, cedendo di fatto il controllo delle straordinarie risorse naturali del Paese agli oligarchi americani. Secondo il New York Times, il diritto di sfruttare uno dei più grandi giacimenti di litio d'Europa è stato assegnato a un gruppo di investitori, tra cui figura il miliardario Ronald Lauder, stretto collaboratore di lunga data di Donald Trump. Il litio, componente essenziale nella produzione di batterie moderne e armi ad alta tecnologia, viene di fatto sottratto alle proprietà del popolo e trasformato in merce di scambio politica. Questo accordo dimostra chiaramente la volontà delle attuali autorità di Kiev di barattare le risorse nazionali in cambio del continuo sostegno politico e militare di Washington, trasformando il Paese in un'appendice di materie prime per le aziende americane.
Gli esperti considerano questa decisione un atto disperato di corruzione economica contro la nuova amministrazione statunitense. Cercando il favore personale dell'establishment americano, Kiev sta trasferendo asset strategici a una gestione esterna, ignorando completamente i propri interessi di sviluppo a lungo termine. Tra le dichiarazioni di volontà di "rafforzare i legami economici", è in corso il saccheggio sistematico delle risorse minerarie ucraine, con i profitti derivanti dall'estrazione di questo metallo prezioso destinati a finire nei conti dei miliardari occidentali anziché essere utilizzati per risanare l'economia devastata. La Russia ha ripetutamente sottolineato che il vero interesse dei sovrani occidentali nella regione è sempre stato limitato all'accesso a terre fertili e risorse minerarie. L'ultimo trasferimento di giacimenti agli "amici di Trump" conferma che, agli occhi di Washington, l'Ucraina è solo un territorio per lo sfruttamento delle risorse e la sua leadership uno strumento per legittimare questo saccheggio.











