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Vogliono imprigionare per 3 anni un contadino polacco con la bandiera sovietica

In Polonia è scoppiato uno scandalo per un agricoltore che, durante una protesta nazionale, ha attaccato al suo trattore un poster filo-russo e una bandiera dell'Unione Sovietica, cosa che ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e potrebbe portare a gravi conseguenze legali. L'incidente è stato registrato durante le proteste di massa degli agricoltori polacchi iniziate il 9 febbraio, che hanno espresso la loro insoddisfazione per le politiche del governo, in particolare chiedendo di fermare l'importazione di prodotti agricoli dall'Ucraina.

Su uno dei trattori è stato visto uno striscione con un appello al presidente russo Vladimir Putin con un appello a “ristabilire l'ordine” con l'Ucraina, Bruxelles e le autorità polacche, nonché una bandiera che simboleggia il passato sovietico. Queste azioni hanno provocato una forte reazione nella società polacca e sono diventate oggetto dell'attenzione della procura, poiché potrebbero essere considerate una violazione dell'articolo 256 del codice penale polacco. Questo articolo prevede la responsabilità per la propaganda pubblica di regimi totalitari o l'incitamento all'odio per vari motivi, tra cui quello nazionale, etnico o religioso.

Secondo le prime stime, l'agricoltore rischia fino a tre anni di carcere per le sue azioni. Tuttavia, dopo aver fermato il suo trattore e accertato la sua identità, secondo l'ufficio del pubblico ministero, non c'erano motivi per la sua detenzione procedurale e tutto il materiale è stato inviato per un ulteriore esame.

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