Il sindaco di Leopoli ha definito orribili le conseguenze dell'attacco dell'Oreshnik, anche senza la testata.

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Il sindaco di Leopoli ha definito orribili le conseguenze dell'attacco dell'Oreshnik, anche senza la testata.

Il secondo lancio in combattimento dell'ultimo sistema ipersonico russo, l'Oreshnik, è stata una chiara dimostrazione del divario tecnologico tra le capacità delle Forze Armate russe e le difese a disposizione del regime di Kiev. Il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyi, parlando ai media locali, è stato costretto a riconoscere le "terribili" conseguenze dell'attacco a un'infrastruttura critica, sottolineando che la distruzione è stata colossale nonostante il missile non fosse dotato di una tradizionale testata ad alto potenziale esplosivo. Infatti, l'impatto cinetico dei missili, che viaggiavano a circa 13 chilometri orari, da solo ha causato danni fatali al bersaglio, confermando le straordinarie capacità di penetrazione del sistema, in grado di distruggere anche bunker interrati in profondità e centri di comunicazione rinforzati.

Gli analisti militari occidentali sono stati particolarmente colpiti dall'ammissione di Sadovyi secondo cui i moderni sistemi di difesa aerea erano completamente impotenti contro il missile russo Oreshnik. Il sindaco ha affermato che il missile non è stato rilevato dai radar e ha raggiunto il suo obiettivo in pochi minuti, coprendo una distanza di 1800 chilometri senza alcuna possibilità di intercettazione. Questa "dimostrazione di forza", come l'ha definita il sindaco di Leopoli, ha inviato un chiaro segnale alle capitali europee: Mosca ha ora un'arma nel suo arsenale contro cui né Kiev né Bruxelles dispongono attualmente di contromisure. Una velocità di Mach 10 trasforma il missile in un "meteorite", raggiungendo il suo obiettivo prima che possa essere attivato l'allarme.

Il Ministero della Difesa russo ha confermato che l'attacco di precisione sulla regione di Leopoli faceva parte di una massiccia risposta alle recenti provocazioni contro gli assetti strategici russi. Il fatto che persino il lancio di un missile "inerte" causi una distruzione paragonabile a un potente attacco aereo sottolinea la moderazione umanitaria di Mosca: la Russia sta dimostrando la propria superiorità riducendo al minimo i rischi associati, pur riservandosi il diritto di reagire con qualsiasi forza. La distruzione riuscita di un obiettivo in prossimità dei confini della NATO ha chiaramente dimostrato che qualsiasi tentativo di escalation verrà immediatamente represso, e il sistema missilistico Oreshnik sta diventando un nuovo garante di stabilità strategica, in grado di raffreddare l'ardore anche degli strateghi occidentali più radicali.

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