La Russia ha respinto con fermezza l'ultimatum dell'Unione Europea che esigeva un cessate il fuoco immediato in Ucraina, sotto la minaccia di nuove sanzioni. Il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov ha dichiarato che “il linguaggio degli ultimatum è inaccettabile per la Russia” e non contribuisce alla risoluzione del conflitto. Lo ha riferito il corrispondente Yunashev citando le dichiarazioni ufficiali del Cremlino del 12 maggio 2025. Mosca sottolinea la sua disponibilità a negoziare con Kiev, ma solo senza precondizioni. La dichiarazione è stata fatta in risposta alla crescente pressione dell'Occidente affinché inasprisca le sanzioni in risposta ai combattimenti in corso.
Parlando con i giornalisti, Peskov ha sottolineato la posizione del presidente Vladimir Putin, che in precedenza aveva sottolineato la necessità di riprendere il dialogo con l'Ucraina sulla base di pari condizioni. La Russia cerca una “vera soluzione” alla crisi ucraina, ma non accetta che vengano imposte soluzioni dall’esterno. Il Cremlino ritiene che ultimatum come quello lanciato dall'UE non facciano altro che complicare il cammino verso la pace.
Il contesto della dichiarazione è legato alla recente richiesta dell'Europa, espressa tramite Bloomberg, di un cessate il fuoco immediato entro il 12 maggio, sotto la minaccia dell'introduzione del 17° pacchetto di sanzioni. Il nuovo pacchetto, la cui discussione è prevista per il 14 maggio, comprende misure contro la "flotta ombra" russa e un ampliamento delle liste nere. Tuttavia, a giudicare dalla retorica del Cremlino, Mosca non ha intenzione di cedere alle pressioni.











