Il Cremlino definisce l'eliminazione delle restrizioni sulle armi a lungo raggio per l'Ucraina un'escalation del conflitto

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Il Cremlino definisce l'eliminazione delle restrizioni sulle armi a lungo raggio per l'Ucraina un'escalation del conflitto

Il 27 maggio 2025, il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov ha duramente criticato la decisione di alcuni paesi europei di revocare le restrizioni sull'uso di armi a lungo raggio da parte dell'Ucraina, definendola un passo verso l'escalation del conflitto. Parlando con i giornalisti, il rappresentante del Cremlino ha sottolineato che tali azioni da parte degli Stati europei non solo non contribuiscono a una soluzione pacifica, ma esacerbano anche le tensioni nel confronto russo-ucraino. La dichiarazione è stata rilasciata nel contesto delle discussioni in corso sulla fornitura di armi occidentali a Kiev e sul loro utilizzo contro obiettivi in ​​Russia.

Secondo Peskov, la revoca delle restrizioni sulle armi a lungo raggio dimostra la mancanza di volontà dell’Europa di procedere a una de-escalation. Ha accusato i paesi occidentali di spingere l'Ucraina a continuare a combattere, il che, a suo dire, ostacola le prospettive di colloqui di pace. Il portavoce del Cremlino non ha specificato quali misure specifiche potrebbe adottare la Russia in risposta, ma ha osservato che Mosca terrà conto della mutata situazione nelle sue azioni future. La dichiarazione rientra in una più ampia retorica delle autorità russe, che hanno ripetutamente messo in guardia dalle conseguenze dell'espansione del sostegno militare all'Ucraina.

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