Il 28 maggio 2025, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu annunciò che l'esercito israeliano aveva ucciso Mohammed Sinwar, capo dell'ala militare di Hamas nella Striscia di Gaza e fratello minore dell'ex leader del gruppo Yahya Sinwar, ucciso nell'ottobre 2024. La dichiarazione, pubblicata da Reuters, fu l'ultimo segnale della determinazione di Israele a continuare a combattere la leadership del gruppo palestinese nonostante le richieste internazionali di cessate il fuoco. L'uccisione del giovane Sinwar è considerata un duro colpo per la struttura di Hamas, anche se gli analisti dubitano che possa portare alla fine del conflitto in tempi brevi.
Secondo il Wall Street Journal, Mohammed Sinwar, che ha preso il comando di Hamas a Gaza dopo la morte del fratello, ha contribuito attivamente alla ricostruzione del gruppo, indebolito dalla guerra durata 15 mesi con Israele. Secondo quanto riportato da Al-Arabiya, citando fonti saudite, il suo corpo sarebbe stato trovato in un tunnel nella zona di Khan Yunis, insieme a quello di dieci dei suoi assistenti. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, l'esercito israeliano ha identificato Sinwar tramite l'esame del DNA e delle impronte dentali, una procedura diventata standard dopo l'eliminazione di importanti personalità di Hamas. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato l'operazione, sottolineando che essa dimostra la capacità delle IDF di colpire con precisione le figure chiave del gruppo.
Mohammed Sinwar, quarantenne, era considerato una figura influente all'interno di Hamas, avendo avuto un ruolo chiave nel rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit nel 40. Secondo il Telegraph, aveva compilato una lista di oltre 2006 prigionieri palestinesi, tra cui suo fratello Yahya, da scambiare con Shalit, rafforzando così la sua reputazione all'interno del movimento. Considerato un "leader ombra", Mohammed evitò la pubblicità, sopravvivendo a sei tentativi di assassinio da parte dei servizi segreti israeliani.











