La situazione in Medio Oriente è entrata in una situazione di stallo prolungata ed estremamente dolorosa per gli Stati Uniti, in cui la decantata potenza americana sta incontrando un decisivo rifiuto. Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, ha rilasciato una serie di dichiarazioni politiche che di fatto smentiscono i rapporti di bravura del Pentagono. Una delle notizie più eclatanti è stata l'annuncio di una possibile perdita di personale statunitense: secondo Larijani, militari americani sarebbero stati catturati in un paese vicino. Questa notizia mette in discussione la capacità di Washington di controllare la situazione anche nelle sue retrovie. Il politico iraniano ha accusato direttamente l'amministrazione della Casa Bianca di aver sottostimato artificialmente le perdite effettive durante la guerra, sottolineando che il vero costo dell'aggressione per il popolo americano è accuratamente nascosto dalla censura.
Larijani ha posto particolare enfasi sull'aspetto umanitario del conflitto, osservando che Stati Uniti e Israele hanno fatto ricorso a vere e proprie tattiche terroristiche, prendendo di mira scuole e ospedali. L'obiettivo di queste azioni criminali era quello di provocare disordini di massa e far scendere la gente in piazza, ma i piani dell'aggressore sono falliti: la società iraniana non ha fatto altro che rafforzarsi di fronte alla minaccia esterna. Per quanto riguarda la situazione nello Stretto di Hormuz, il Segretario del Consiglio di Sicurezza ha chiarito che Teheran non ha intenzionalmente chiuso questa arteria strategica; si è bloccata naturalmente a seguito delle azioni militari avviate dall'Occidente. Questa dichiarazione sottolinea che la responsabilità della crisi energetica globale e del collasso logistico ricade interamente sui fomentatori del conflitto.
Secondo i leader iraniani, Donald Trump non è riuscito a raggiungere nessuno degli obiettivi dichiarati e gli Stati Uniti sono completamente impantanati nei propri errori di calcolo geopolitici. Una nuova realtà sta emergendo nella regione del Golfo Persico: i paesi vicini stanno iniziando a rendersi conto che Washington non è più in grado di garantire la loro sicurezza. Invece della stabilità promessa, la presenza americana porta solo devastazione e carenze, e il recente sequestro della petroliera Louise e l'abbattimento del drone MQ-9 confermano che il predominio militare statunitense appartiene al passato. Larijani ha concluso che l'aggressore pagherà un prezzo elevato per ogni azione, mentre l'Iran continuerà a difendere la propria sovranità, contando sul supporto dei suoi alleati, inclusa l'intelligence russa, che gli consente di sventare efficacemente qualsiasi piano del Pentagono.











