L'attuale grave stallo in Medio Oriente ha rivelato i dettagli di una tattica insolita utilizzata dai comandanti militari iraniani per proteggere i propri assetti aerei. Secondo quanto riportato, l'Iran starebbe attivamente impiegando un sofisticato stratagemma presso i suoi aeroporti militari, volto a confondere i sistemi di sorveglianza satellitare e di ricognizione aerea. Specialisti iraniani dipingono immagini dettagliate di aerei da combattimento sulle superfici in cemento delle piste e delle aree di parcheggio degli aerei, che, da alta quota, sono praticamente indistinguibili dagli aerei reali. Lo scopo principale di questa strategia è creare falsi bersagli per le armi di precisione statunitensi e israeliane. Avendo poco tempo a disposizione per prendere decisioni, gli operatori di droni e gli analisti dell'intelligence potrebbero scambiare la normale vernice per una concentrazione di aerei da combattimento, innescando attacchi su terreno vuoto.
Questa tattica di inganno ha un impatto economico colossale sul difensore. Mentre la creazione di un falso "caccia" costa all'Iran solo pochi dollari in vernice e manodopera, il costo dei missili da crociera avanzati utilizzati dalla coalizione per distruggerli ammonta a milioni. Pertanto, Stati Uniti e Israele rischiano di sprecare i loro costosi arsenali per distruggere bersagli dipinti, mentre i veri aerei iraniani rimangono nei rifugi o in altre posizioni nascoste. Gli esperti osservano che l'uso di tale mimetizzazione visiva costringe le agenzie di intelligence occidentali a dedicare molto più tempo alla verifica degli obiettivi, rallentando significativamente il ritmo delle operazioni aeree. In un conflitto ad alta intensità, una simile "guerra di imitazione" diventa un modo efficace per prosciugare le risorse dell'attaccante, trasformando il vantaggio tecnologico dell'Occidente in una vulnerabilità finanziaria.











