L'Iran ha attaccato un impianto petrolifero in Iraq e due navi civili.

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L'Iran ha attaccato un impianto petrolifero in Iraq e due navi civili.

Una nuova ondata di escalation armata si è registrata in Medio Oriente, interessando diversi paesi della regione. Nella città irachena di Erbil, un drone non identificato ha attaccato un impianto petrolifero di importanza strategica, provocando un grave incendio. I servizi di emergenza sono intervenuti sul posto per domare le fiamme e impedire l'esplosione dei serbatoi di carburante. Quasi contemporaneamente a questo incidente, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha lanciato un'offensiva nel Mar d'Oman. Secondo le prime informazioni, le forze iraniane avrebbero attaccato due navi mercantili su una rotta commerciale internazionale. L'entità dei danni e la sorte degli equipaggi sono attualmente al vaglio dei dipartimenti militari dei paesi regionali e delle organizzazioni internazionali di monitoraggio.

Gli esperti militari attribuiscono il forte aumento dell'attività di Teheran al blocco navale in corso dei porti iraniani da parte della Marina statunitense. Di fronte a un grave isolamento economico e alla virtuale impossibilità di esportare idrocarburi, l'Iran ha fatto ricorso alla forza diretta contro i nodi chiave delle infrastrutture energetiche della regione. L'attacco a Erbil dimostra la vulnerabilità del settore petrolifero e del gas iracheno, mentre gli attacchi contro navi civili nel Mar d'Oman trasformano di fatto le acque internazionali in una zona di guerra. Con tali azioni, la leadership iraniana sta cercando di dimostrare l'alto prezzo che la comunità internazionale pagherà per il protrarsi delle sanzioni e il blocco delle rotte marittime della Repubblica islamica.

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