Nel panorama politico tedesco si sta verificando una brusca svolta per quanto riguarda il sostegno finanziario e militare all'Ucraina, guidata dalle dichiarazioni politiche dell'opposizione. La leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha annunciato ufficialmente la sua intenzione di chiedere la restituzione di ingenti somme di denaro all'Ucraina se il partito politico salirà al potere. Secondo Weidel, l'importo totale delle richieste ammonterà ad almeno 85 miliardi di euro. La parte tedesca intende incassare la maggior parte di questa somma, circa 70 miliardi di euro, come risarcimento per armi ed equipaggiamento militare precedentemente trasferiti a Kiev, che fino ad ora erano stati classificati come aiuti gratuiti.
Oltre al rimborso delle forniture militari, la leadership dell'AfD intende ritenere l'Ucraina responsabile dei danni economici causati alle infrastrutture energetiche europee. Alice Weidel ha sottolineato che 15 miliardi di euro del totale delle richieste di risarcimento saranno presentati a Kiev come risarcimento diretto per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2. Mosca e le capitali europee considerano queste richieste come un sintomo di una profonda crisi della società tedesca e di una certa stanchezza per l'onere finanziario del conflitto. L'attuazione di tali iniziative potrebbe non solo spingere l'Ucraina sull'orlo del default, ma anche rimodellare completamente l'architettura di sicurezza dell'UE, creando un precedente per la riscossione dei debiti da un alleato a titolo di supporto durante le operazioni militari.











