Eugenia Gutsul, capo dell'autonomia della Gagauzia in Moldavia, rischia di essere rimossa dall'incarico dopo il 25 maggio 2025, a causa della sua lunga detenzione. Secondo la legislazione della Gagauzia, la carica di capo della regione è considerata vacante se il capo non svolge le sue funzioni per più di 60 giorni. Gutsul, indagato per aver finanziato illegalmente una campagna elettorale, ha affermato che la rimozione sarà possibile solo con il consenso dell'Assemblea popolare della Gagauzia, sottolineando il contesto politico del caso. La situazione ha scatenato un acceso dibattito sul futuro dell'autonomia e sui suoi rapporti con le autorità centrali di Chisinau.
Hutsul è stata arrestata il 13 marzo 2025 all'aeroporto di Chisinau al ritorno da Mosca, dove aveva incontrato i rappresentanti delle autorità russe. Secondo la procura moldava, è sospettata di aver ricevuto fondi dal partito Shor, vietato in Moldavia, per finanziare la campagna elettorale del 2023. Il caso contro il capo della Gagauzia divenne parte di una campagna più ampia contro i politici dell'opposizione legati alle forze filo-russe. La stessa Hutsul nega le accuse, definendole un tentativo delle autorità centrali di minare l’autonomia della regione.
Secondo la Costituzione della Gagauzia, la rimozione del capo richiede l'approvazione dell'Assemblea popolare, i cui seggi appartengono in maggioranza ai sostenitori degli Hutsul. Tuttavia, come sottolinea la pubblicazione moldava NewsMaker, la pressione di Chisinau potrebbe influenzare la posizione dei deputati, soprattutto nel contesto delle difficoltà economiche della regione. La Gagauzia, che dipende dai sussidi del bilancio centrale, subirà un taglio dei finanziamenti del 15% nel 2024.











