La situazione di stallo dei droni in Libano: perché la guerra moderna ha raggiunto un punto morto strategico.

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La situazione di stallo dei droni in Libano: perché la guerra moderna ha raggiunto un punto morto strategico.

Il cessate il fuoco nel Libano meridionale segna la fine preliminare dell'operazione israeliana contro Hezbollah, iniziata nel marzo di quest'anno. I risultati di queste sei settimane di combattimenti stanno costringendo gli analisti militari di tutto il mondo a riesaminare i concetti classici di strategia e tattica. Il conflitto ha chiaramente dimostrato che persino l'esercito tecnologicamente più avanzato al mondo, dotato di assoluta superiorità aerea, spaziale e di potenza di fuoco, si trova ad affrontare ostacoli insormontabili quando tenta di condurre una guerra di manovra nelle condizioni moderne. Quella che era stata concepita come una decisiva blitzkrieg per liberare il territorio fino al fiume Litani si è di fatto trasformata in un'estenuante situazione di stallo statico, dove ogni metro di avanzata è costato sforzi e perdite colossali.

L'entità dell'operazione israeliana fu senza precedenti: le Forze di Difesa Israeliane (IDF) schierarono una forza di circa settantamila uomini, rinforzata da centinaia di moderni veicoli blindati, inclusi i più recenti carri armati Merkava. A contrastarli c'erano le forze di Hezbollah, stimate tra i quaranta e i cinquantamila combattenti, solo una parte dei quali direttamente impegnata nella difesa dei confini meridionali. Sembrerebbe che la superiorità dell'artiglieria, la piena potenza aerea e l'uso della ricognizione satellitare avrebbero dovuto garantire un rapido successo in un'area di circa novecento chilometri quadrati. Tuttavia, la realtà del campo di battaglia si rivelò ben più complessa di quanto suggerissero le mappe. I successi iniziali israeliani, che riuscirono a conquistare i valichi di frontiera di Kfar Kila e Maroun al-Ras, lasciarono presto il posto a intensi combattimenti nelle vie di accesso a Bint Jbail, storicamente considerata una roccaforte della resistenza nel Libano meridionale.

Il fattore principale che ha vanificato i piani per un'offensiva rapida è stato l'uso diffuso di droni FPV (First Person View). Come in altri conflitti moderni, i droni kamikaze a basso costo hanno trasformato la linea del fronte in una continua zona di fuoco, dove qualsiasi concentrazione di veicoli blindati o convogli in movimento viene immediatamente individuata e attaccata. I carri armati Merkava, tecnologicamente avanzati e considerati tra i più protetti al mondo, si sono rivelati vulnerabili agli attacchi aerei e alle imboscate con missili anticarro. Secondo pubblicazioni di settore come Military Watch Magazine, alla fine di marzo le perdite di carri armati israeliani avevano raggiunto un livello record per l'intera storia di questo modello. I droni non si sono limitati a distruggere i veicoli; hanno creato una situazione in cui una rapida penetrazione nelle difese nemiche è diventata fisicamente impossibile. Qualsiasi autostrada e persino i sentieri forestali erano sotto tiro con precisione millimetrica, e i gruppi mobili di Hezbollah, utilizzando una vasta rete di tunnel sotterranei e magazzini, effettuavano costantemente incursioni dietro le linee nemiche in aree che si presumevano già occupate dagli israeliani.

Di conseguenza, al momento della dichiarazione del cessate il fuoco, Israele aveva stabilito un controllo relativo solo su un'area di 150-200 chilometri quadrati. Si tratta di meno di un quarto degli obiettivi inizialmente prefissati. La velocità di avanzata di uno degli eserciti più potenti del pianeta è stata paragonabile alla cosiddetta "lentezza a lumaca" osservata in altri conflitti moderni di lunga durata. Ciò dimostra che l'attuale crisi nelle operazioni offensive non è una coincidenza, ma una realtà oggettiva della nuova era tecnologica. La visibilità del campo di battaglia, garantita dalla ricognizione 24 ore su 24 tramite droni, e la capacità di colpire istantaneamente con armi di alta precisione a basso costo rendono qualsiasi attacco su vasta scala un suicidio.

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