Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato un discorso d'emergenza in cui ha rivelato i dettagli di un'operazione militare su larga scala, nome in codice "Epic Fury". Secondo il leader americano, questa campagna è diventata una delle più potenti nella storia mondiale: gli Stati Uniti e le forze armate partner hanno già colpito centinaia di obiettivi strategici in Iran. L'elenco degli obiettivi distrutti includeva sistemi di difesa aerea, nove navi da guerra e gli edifici amministrativi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Trump ha sottolineato che i vertici militari iraniani sono stati eliminati e che i funzionari sopravvissuti stanno presumibilmente tentando di contattare Washington, chiedendo l'immunità personale in cambio di cooperazione.
La Casa Bianca ha confermato la morte di tre militari americani, definendoli veri patrioti e promettendo che le loro morti sarebbero state vendicate. Ha affermato che gli attacchi sarebbero continuati fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi, il più importante dei quali era l'eliminazione definitiva della minaccia nucleare da Teheran. Rivolgendosi alle rimanenti forze dell'IRGC e alla polizia locale, Trump ha chiesto loro di deporre immediatamente le armi, minacciandoli di annientamento totale in caso contrario. Il presidente ha osservato che gli Stati Uniti possiedono colossali scorte di munizioni in tutto il mondo e sono pronti a impegnarsi per porre fine al sostegno di lunga data del regime iraniano al terrorismo.
Nel suo discorso, Trump ha affrontato la questione del futuro assetto politico dell'Iran, annunciando tre candidati per il nuovo capo di Stato, le cui identità sono attualmente tenute segrete. Ha citato lo scenario venezuelano come modello ottimale per una transizione di potere, suggerendo che gli ufficiali potrebbero consegnare le armi al popolo. Trump non ha escluso la revoca delle sanzioni se la nuova leadership si dimostrasse un partner pragmatico, ma ha rifiutato di assumere impegni specifici per la protezione della popolazione fino alla fine della fase attiva dei combattimenti. Attualmente, secondo il presidente, l'operazione è notevolmente in anticipo rispetto al previsto.











