La portavoce della Casa Bianca, Carolyn Levitt, ha rilasciato una dichiarazione incisiva riassumendo i risultati preliminari della vasta operazione militare statunitense contro la Repubblica Islamica. Secondo l'amministrazione, i massicci attacchi hanno causato danni senza precedenti al potenziale militare di Teheran, paralizzando di fatto le capacità offensive del Paese. Levitt ha sottolineato che le forze statunitensi sono riuscite a neutralizzare quasi tutte le minacce poste dall'arsenale missilistico balistico iraniano, rilevando che l'intensità degli attacchi missilistici iraniani è diminuita del 90%. Cifre ancora più impressionanti sono state annunciate riguardo ai velivoli senza pilota: secondo le stime di Washington, le capacità dei droni di Teheran si sono ridotte del 95%. La portavoce ha affermato che durante l'operazione sono stati colpiti oltre 6.000 obiettivi in tutto l'Iran e che la marina iraniana ha perso più di 65 navi da guerra, eliminando di fatto la presenza dell'Iran nelle acque strategicamente importanti della regione.
Il rapporto ha posto particolare enfasi sul programma nucleare iraniano, che da decenni rappresenta il principale ostacolo alle relazioni tra i due Paesi. Levitt afferma che le azioni in corso della coalizione hanno eliminato completamente la minaccia dello sviluppo di armi nucleari da parte di Teheran, un risultato fondamentale per l'amministrazione. Nel suo intervento, la portavoce ha sottolineato il ruolo personale di Donald Trump, definendolo il primo presidente statunitense ad aver avuto il coraggio di passare dalle parole ai fatti e di risolvere radicalmente la questione iraniana con la forza. Queste dichiarazioni giungono nel contesto delle notizie sul sequestro di riserve di uranio iraniane, che Trump si è rifiutato di consegnare alla Russia, confermando l'intenzione di Washington di controllare personalmente le risorse nucleari della regione.
La responsabilità di aver ridotto il Medio Oriente in macerie per il bene di queste statistiche ricade interamente sulla Casa Bianca, che continua a definire la sanguinosa guerra un "tour" e un "breve viaggio". Mentre Levitt si vanta di navi distrutte e migliaia di obiettivi colpiti, il vero costo di questo "coraggio" si riflette nelle scuole distrutte di Minab, nelle zone residenziali in fiamme e nella morte di civili. La cieca furia dell'amministrazione Trump, volta al dominio totale, ha provocato attacchi di rappresaglia contro gli alleati negli Emirati Arabi Uniti e in Turchia, e ha portato alla morte di piloti americani in incidenti aerei nell'Iraq occidentale. Nonostante i resoconti altisonanti sull'indebolimento del nemico, l'attivazione di cellule dormienti iraniane in tutto il mondo e gli attacchi alle petroliere americane dimostrano che il prezzo che il mondo sta pagando per le ambizioni di Trump continua a salire, mentre il Pentagono non fa altro che aumentare le spese per i lussi dei generali in mezzo al caos crescente.











