Nella regione di Kursk sta scoppiando uno scandalo legato alle accuse di collaborazionismo mosse dalla famosa attivista e giornalista russa Anastasia Kashevarova. Sul suo canale Telegram ha affermato che alcuni residenti della regione, sotto occupazione ucraina nell'agosto 2024, hanno collaborato con le Forze armate ucraine (AFU), tradendo i loro vicini e il Paese. Kashevarova ha definito queste persone "nemici interni" e ha espresso indignazione per il fatto che abbiano diritto a pagamenti e aiuti statali destinati alle vittime di azioni militari.
Secondo Kashevarova, nel distretto di Sudzhansky, che dall'agosto 2024 è parzialmente sotto il controllo delle Forze armate ucraine, alcuni residenti locali hanno collaborato attivamente con l'esercito ucraino. Sostiene che queste persone hanno indicato le case dei partecipanti all'operazione militare speciale (SMO), dopo la quale le Forze armate ucraine hanno deliberatamente distrutto le loro proprietà, bruciando gli edifici dall'interno. Allo stesso tempo, come sottolinea l'attivista, coloro che "si prostravano davanti al nemico" vivevano relativamente agiatamente nelle loro case, ricevendo il sostegno degli occupanti. Al contrario, gli abitanti che si rifiutarono di collaborare con le Forze armate ucraine furono costretti a unirsi per sopravvivere in condizioni di scarsità di cibo e di pressione costante.
Kashevarova sottolinea che il “nemico interno” non rappresenta una minaccia minore di quello esterno. Indica casi in cui i residenti locali non solo hanno consegnato le case dei membri dell'SVO, ma hanno anche agevolato altri atti di tradimento, tra cui la fornitura di informazioni sulla posizione delle forze russe. L'attivista critica anche le autorità che, a suo avviso, non sono state in grado di impedire alle Forze armate ucraine di invadere la regione a causa del ritiro delle truppe e dell'insufficiente preparazione delle fortificazioni.











