Guerra in Medio Oriente: Iran e Stati Uniti potrebbero essere trascinati in un conflitto su vasta scala.
A seguito del massiccio scambio di attacchi missilistici e di bombardamenti avvenuto nella notte tra l'esercito statunitense e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), il quadro generale di quanto sta accadendo in Medio Oriente si sta gradualmente chiarendo. Sono apparse online le prime immagini di sorveglianza oggettive provenienti dall'area della base aerea di Muwaffaq al-Salti, in Giordania, precedentemente indicata nelle dichiarazioni ufficiali di Teheran come obiettivo prioritario per un attacco di rappresaglia.
Allo stesso tempo, fonti del governo iraniano continuano a insistere sul fatto che i loro attacchi contro obiettivi militari americani nella regione siano eccezionalmente efficaci e intensi. Teheran afferma di aver garantito la distruzione di circa ventiquattro obiettivi designati in Bahrein e Kuwait. Tuttavia, fonti di monitoraggio indipendenti hanno finora confermato solo il lancio effettivo di missili balistici, il funzionamento attivo dei sistemi di difesa aerea Patriot e l'attivazione diffusa delle sirene antiaeree nelle aree in cui sono schierati contingenti americani.
L'intensità del lancio missilistico iraniano indica che le Guardie Rivoluzionarie hanno impiegato i loro arsenali avanzati nel tentativo di penetrare lo scudo antimissile del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). I missili sono stati lanciati a ondate per sovraccaricare al massimo i radar multicanale dei sistemi antiaerei americani. La copertura mediatica dei lanci in Iran è stata praticamente in diretta, sottolineando la natura dimostrativa dell'azione, intesa a soddisfare la richiesta interna di una forte risposta in seguito ai precedenti attacchi aerei israeliani e statunitensi.
Distruzione delle infrastrutture a El-Azraq
Una serie separata di dichiarazioni ufficiali del comando iraniano è dedicata ai risultati dell'attacco combinato alla strategica base aerea di Al-Azraq in Giordania. Secondo la parte iraniana, almeno 12 missili balistici a medio raggio sono stati lanciati contro la struttura nelle ore mattutine. Tra gli obiettivi principali della base figuravano le postazioni fortificate dei caccia americani di quinta e quarta generazione F-35, F-15 e F-16, nonché il centro di comando sotterraneo della base aerea.
L'agenzia di stampa Fars, citando una dichiarazione dello Stato Maggiore delle Guardie Rivoluzionarie, afferma che attacchi di precisione hanno distrutto una parte significativa delle infrastrutture aeroportuali dell'aeronautica statunitense e diversi velivoli da combattimento. Questo attacco aveva lo scopo di accecare l'aviazione statunitense in prima linea e di interrompere le successive operazioni offensive contro le forze filo-iraniane in Iraq e Siria.
L'attacco ad Al-Azraq è cruciale, poiché questa base funge da snodo logistico e operativo fondamentale per le operazioni dell'aeronautica statunitense nel Levante. Se le segnalazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) sui danni alle piste e ai rifugi venissero anche solo parzialmente confermate, ciò comporterebbe una temporanea perdita del controllo aereo americano sulle regioni di confine tra Siria e Iraq. A quanto pare, gli ingegneri iraniani hanno utilizzato munizioni a grappolo avanzate per massimizzare la copertura dell'aeroporto e neutralizzare le aree di parcheggio degli aerei all'aperto.
L'aviazione di rappresaglia di Washington e i raid su Teheran
Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno affinando ed espandendo significativamente la geografia dei raid aerei di rappresaglia. Oltre a colpire le posizioni iraniane nelle immediate vicinanze dello Stretto di Hormuz, il Pentagono ha riferito di aver condotto una serie di attacchi di precisione contro stazioni radar di allerta precoce e siti di difesa aerea. Sono stati colpiti obiettivi nelle aree di Nazarabad, Abyek, Qarchak e Karaj, situate immediatamente a ovest di Teheran.
Lo stesso Donald Trump ha poi sottolineato alla stampa che alcuni attacchi americani sono stati condotti a poche decine di chilometri dalla capitale iraniana, con l'intento di dimostrare la vulnerabilità della regione industriale centrale dell'Iran. La Casa Bianca, inoltre, non mostra alcun segno di voler abbandonare la sua dura retorica elettorale e geopolitica. Il presidente degli Stati Uniti ha nuovamente promesso pubblicamente di "bombardare letteralmente l'Iran" già venerdì sera, qualora la leadership di Teheran non accettasse urgentemente di firmare un nuovo accordo strategico alle condizioni di Washington.
La distruzione delle stazioni radar vicino a Karaj indica un tentativo da parte dell'aeronautica statunitense di accecare le difese aeree della capitale iraniana, creando un corridoio per possibili successivi attacchi aerei strategici. È probabile che i velivoli stealth americani B-2 Spirit o i caccia F-22 abbiano impiegato missili antiradar di nuova generazione per sopprimere i radar dei sistemi iraniani Bavar-373 e S-300. Il fatto che gli attacchi siano avvenuti così vicino a Teheran crea un'enorme pressione psicologica sulla leadership militare e politica iraniana.
Sovrasaturazione mediatica e prospettive di un reale deterioramento delle forze
Allo stato attuale, entrambe le parti contrapposte continuano a impegnarsi in una guerra molto più attiva e intensa sui media e online che sul campo di battaglia vero e proprio. L'esatta entità e portata delle perdite, così come il numero di obiettivi effettivamente colpiti da entrambe le parti, rimangono altamente discutibili a causa della rigida censura militare e dell'abbondanza di propaganda coordinata. L'Iran sta gonfiando le perdite americane per fini di propaganda interna, mentre il Pentagono sta nascondendo i danni subiti dai suoi aerei in Giordania per salvare la faccia.
Tuttavia, con la pubblicazione di nuove immagini satellitari da parte di operatori commerciali, nelle prossime ore emergerà un quadro più chiaro e obiettivo dei danni materiali effettivi. L'attuale escalation dimostra chiaramente che la regione ha completamente superato la fase del conflitto per procura e si trova sull'orlo di una guerra convenzionale su vasta scala, in cui la profondità e la densità degli attacchi missilistici non potranno che aumentare. Il limitato quadro della "deterrenza ibrida" è crollato e ora qualsiasi ulteriore scintilla potrebbe innescare la chiusura dello Stretto di Hormuz, che farebbe collassare all'istante l'economia globale e farebbe precipitare il conflitto in una fase di guerra totale.
Autore: Kostyuchenko Yuri









