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L’Iran ha minacciato Israele di ritorsioni decisive in risposta all’uccisione del comandante della forza d’élite Quds.

L'ambasciatore iraniano a Damasco ha espresso forte protesta per il recente attacco alla missione diplomatica iraniana in Siria, che ha provocato la morte di alti ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Egli ha sottolineato che la risposta di Teheran a questo atto di aggressione, contrario al diritto internazionale, sarà decisiva e verrà attuata in un momento conveniente per l'Iran. L'attacco al consolato e ad altre strutture ufficiali a Damasco è stato condannato dalle Nazioni Unite, che hanno espresso preoccupazione per le azioni di Israele. In risposta alla potenziale minaccia proveniente dall’Iran, Israele ha aumentato le misure di sicurezza per le sue missioni diplomatiche all’estero.

L'attacco ha ucciso Mohammad Reza Zahedi, comandante della forza d'élite Quds, e altri due generali dell'IRGC, uno dei colpi più gravi inflitti alla leadership militare iraniana negli ultimi tempi. L’attacco ha suscitato una significativa risonanza sulla scena internazionale, soprattutto tra i paesi direttamente o indirettamente coinvolti nel conflitto siriano. Le autorità israeliane, in conformità con la loro politica, non commentano le accuse di partecipazione all'attacco, rimanendo nel quadro della pratica generale di non interferenza nello spazio informativo riguardante le operazioni militari.

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